Lettera: XHTML e gli Standard Web
La transizione al XHTML è dovuta soprattutto alla necessità di possedere uno standard Web per tutti i tipi di browser esistenti in commercio.
Infatti, intorno gli anni ’90 si è scatenata, sul piano tecnico e commerciale, una vera e propria lotta, sui browser. Le grandi compagnie internazionali, soprattutto Netscape e Microsoft, introdussero una serie di nuove versioni di browser con estensioni proprietarie all’HTML ufficiale.
Il risultato fu che qualunque sito Web che voleva utilizzare le estensioni proprietarie di un browser, rischiava di risultare inaccessibile ad altri browser.
Dunque, la necessità di un linguaggio di markup che offrisse libertà di estensione e che salvasse gli standard, si fece sempre più urgente.
Dunque, gli obiettivi principali della nascita di XML, erano rivolti alla soluzione di un problema di standard. Così, l’HTML con le regole basilari dell’XML costituì l’XHTML. Progettare siti Web conformi agli standard significa rendere usabile e soprattutto accessibile il proprio sito a tutti i tipi di utenti. Inoltre significa notevoli risparmi sia dal punto di vista economico che di tempo, perché non c’è più la necessità di creare diverse versioni per i differenti browser. Gli standard garantiscono anche la visualizzazione dei siti da parte di tutti gli apparecchi che operano con il Web come i cellulari, palmari e tutto ciò che nascerà successivamente.
Attraverso un codice di markup chiaro, semplice, si riducono le dimensioni dei file, diminuiscono i problemi di manutenzione nei browser, e grazie all’utilizzo dei CSS che permettono di gestire la presentazione e rendere le pagine accessibili a tutti gli utenti, la modifica o gli eventuali aggiornamenti avvengono in modo veloce e sicuro. Infine l’uso del DOM (Document Object Model) produce codice di scripting funzionante su tutti i browser che utilizzano gli standard W3C.

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